Richiesta di visto di turismo per cittadino dominicano

Il cittadino dominicano (o la cittadina dominicana) che volesse viaggiare per turismo, o semplicemente per visitare parenti ed amici, deve richiedere un visto Schengen di validitá inferiore ai 90 giorni, chiamato “visto di turismo”.

Quanti di coloro che frequentano la Repubblica Dominicana hanno avuto il desiderio di invitare in Italia un cittadino dominicano con cui si ha una relazione sentimentale, di amicizia o parentela? Quanti di coloro che hanno avuto modo di invitare un cittadino proveniente dalla Repubblica Dominicana hanno incontrato difficoltà o hanno considerato di aver subito un torto nel momento in cui, previa consegna di tutti i documenti richiesti, si sono trovati con un visto negato da parte del Consolato di competenza?

Noi cittadini italiani, con il nostro passaporto, siamo abituati a viaggiare dove, come e quando vogliamo. Siamo altresì avezzi ad ottenere ciò che desideriamo quando presentiamo ad una qualsiasi istituzione tutti i documenti che ci vengono richiesti.

Con i visti Shengen di breve durata (turismo in questo caso) non funziona esattamente così. 

VISTO TURISTICO: DIRITTO O CONCESSIONE?

La normativa che ci fornisce un quadro generale riguardo la presentazione di richieste di Visto Shengen è il “Codice dei Visti” (Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009 e successive modifiche ed integrazioni).

Il rilascio di un visto di turismo, quando l’invitato è un amico, fidanzato o conoscente in generale, è una CONCESSIONE (e non un DIRITTO) e pertanto c’è sempre un certo grado di discrezionalità nel momento in cui viene presa la decisione finale. I requisiti richiesti dai Consolati sono generici e servono a fare un quadro della situazione generale del cittadino straniero richiedente. È fondamentale l’analisi del “rischio migratorio”, ovvero la probabilità che un cittadino straniero non rientri nel suo paese di origine dopo la scadenza del visto richiesto. 

Gli elementi da prendere in considerazione per valutare il rischio di immigrazione clandestina sono:

• Situazione socio economica e professionale del cittadino straniero richiedente.
• Situazione socio política ed economica dello Stato di provenienza del cittadino straniero richiedente (questo elemento stabilisce la necessità di far chiedere o meno il visto ad un cittadino extracomunitario residente in un determinato paese).
• Relazione esistente tra il cittadino dell’UE (o straniero titolare di permesso di soggiorno) invitante ed il cittadino straniero richiedente.
• Elementi oggettivi che possano dimostrare l’intenzione e/o la necessità di ritornare nel proprio paese di origine dopo la scadenza del visto da parte del cittadino straniero richiedente.

Le uniche due cose che l’invitante italiano può eventualmente garantire con certezza sono:
• Un alloggio in favore del richiedente
• La presenza dei mezzi economici di sostentamento in favore del richiedente (attraverso fidejussione bancaria o polizza fidejussoria, per esempio) durante il solo periodo di soggiorno.

REQUISITI GENERALI

I requisiti che erano elencati sul sito della ormai ex Ambasciata d’Italia a Santo Domingo (ma comunque tutt'ora validi) sono:

1. formulario per la domanda del visto d'ingresso, debitamente compilato;
2. fotografia recente in formato tessera;
3. documento di viaggio (passaporto) in corso di validità con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto;
4. prenotazione di andata e ritorno o biglietto o dimostrazione della disponibilità di mezzi di trasporto personali;
5. dimostrazione della disponibilità in Italia di un alloggio: vouchers turistici, prenotazione alberghiera, dichiarazione di ospitalità;
6. dimostrazione del possesso di mezzi economici di sostentamento, nella misura prevista dalla Direttiva del Ministero dell'Interno 1.3.2000; (ad es. Fidejussione bancaria)
7. documentazione giustificativa della propria condizione socio-professionale: Ad es. estratti conti bancari, lettera bancaria, certificati finanziari, titoli di proprietà, dichiarazione del datore di lavoro specificando il salario, il tempo lavorato nell’ impresa ed autorizzando le vacanze, certificazione di studio, ecc.;
8. assicurazione sanitaria avente una copertura minima di €30.000 per le spese per il ricovero ospedaliero d'urgenza e le spese di rimpatrio;
Avvertenza:
P.S.: L’ Ambasciata d’Italia si riserva di richiedere ulteriore documentazione.

DOCUMENTAZIONE AGGIUNTIVA

La necessità di presentare documentazione aggiuntiva che possa aiutare a spiegare meglio la situazione generale dipende dai casi.
Alcuni esempi sono: atti di stato civile quando si vuole dimostrare un grado di parentela, storici di invio rimesse nel caso di dimostrazione di “vivenza a carico”, autorizzazioni all’espatrio in caso di figli minori, ecc.

I VISTI IN FAVORE DEI FAMILIARI DI CITTADINI ITALIANI: AGEVOLAZIONI.

Quando il richiedente è un familiare di un cittadino UE residente in Italia, vi sono normative europee e nazionali che garantiscono la libera circolazione e l’ingresso nel nostro territorio nazionale. Le categorie di familiari aventi diritto sono indicati all’articolo 2 del DL n.30 del 2007:

• il coniuge;
• il partner che abbia contratto con il cittadino dell'Unione un'unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l'unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante;
• i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge;
• gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge.

Altre categorie di familiari aventi diritto sono tema di dibattito costante con i Consolati. 

È il caso degli “altri” familiari descritti nell’articolo 3 del DL n.30 del 2007 (“Senza pregiudizio del diritto personale di libera circolazione e di soggiorno dell'interessato, lo Stato membro ospitante, conformemente alla sua legislazione nazionale, agevola l'ingresso e il soggiorno delle seguenti persone: a) ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'articolo 2, comma 1, lettera b), se e' a carico o convive, nel paese di provenienza, con il cittadino dell'Unione titolare del diritto di soggiorno a titolo principale o se gravi motivi di salute impongono che il cittadino dell'Unione lo assista personalmente).

Da segnalare anche i familiari di secondo grado (inclusi dunque fratelli e sorelle) indicati nell’allegato del decreto interministeriale n.850 del 2011 il quale, alla voce “visto di turismo”, riporta quanto segue: “In presenza di richiesta di visto avanzata dal cittadino italiano o di un altro Paese dell'Unione Europea residente in Italia, in favore di parenti entro il II grado, in possesso dei requisiti previsti, il visto per turismo è rilasciato prescindendo dalla valutazione di cui all'art. 4 del presente decreto (e l’articolo 4 del decreto a sua volta segnala che “(…) nell'esame delle richieste di visto di breve durata è richiesto alle rappresentanze diplomatico-consolari di prestare particolare attenzione alla valutazione se il richiedente presenti un rischio di immigrazione illegale ed offra adeguate garanzie sull'uscita dal territorio degli Stati membri alla scadenza del visto richiesto. 2. Ai fini di tale valutazione, di esclusiva competenza della rappresentanza diplomatica o consolare, può essere richiesta l'esibizione di apposita documentazione, relativa anche allo scopo del viaggio ed alla condizione socio-economica del richiedente.”)”.

Riferendomi ai visti di turismo, in questo articolo non faccio distinzioni con il visto di “Ricongiungimento Familiare con cittadino UE”, dato che ne è stato abrogato l’obbligo di rilascio a partire dall’agosto del 2013 ed è stato sostituito da visti di turismo “agevolati” (messaggio del Ministero degli Esteri del 06 agosto del 2013); nel caso della Republica Dominicana questa disposizione ancora non è entrata in vigore a causa dell’ “intromissione” dell’Ambasciata di Spagna durata quasi un anno e mezzo, la quale non ha mai voluto riconoscere alcune nostre normative nazionali (a cominciare proprio da questa).
Sicuramente la nostra nuova Rappresentanza Diplomatica e Consolare (l’Ambasciata d’Italia a Panama) applicherà la disposizione di cui sopra, avendo finalmente recuperato una nostra autonomia in materia di rilascio visti rispetto all’Ambasciata spagnola in RD.

DOVE SI RICHIEDE IL VISTO?

La Rappresentanza DIplomatica e Consolare competente è l’Ambasciata d’Italia a Panama.

Per evitare scomodi, macchinosi ed onerosi spostamenti in aereo da parte dei richiedenti (i quali tra l’altro hanno bisogno di un visto per poter viaggiare a Panama), a partire dal mese di ottobre del 2015 il servizio visti viene svolto da un'agenzia esterna ubicata a Santo Domingo, presso la quale i richiedenti possono depositare le domande.

Per ulteriori informazioni riguardo questo ufficio outsourcing, cliccare qui:

http://www.vfsglobal.com/italy/dominicanrepublic/
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Alcune domande frequenti:

La consegna della documentazione descritta sul sito del Ministero degli Esteri assicura il rilascio del visto? – No, putroppo. La documentazione presentata viene valutata dall’Ufficio visti e, parallelamente, puó essere fatta un’intervista solo ed esclusivamente al richiedente. La risposta da parte dell’ufficio competente, in caso di rifiuto del visto, viene motivato.

L’Ambasciata nega tutti i visti di turismo a priori? – Non é assolutamente vero. L’ufficio visti fá una valutazione generale che riguarda diversi aspetti. Tra questi vi sono, per esempio, l'analisi della situazione socioeconomica e professionale di chi richiede il visto (e non di chi invita il cittadino straniero, come molti credono) e considerazioni riguardanti il cosiddetto “rischio migratorio”. La normativa vigente permette che questa valutazione sia in parte soggettiva e discrezionale (é difficile poter essere sicuri del fatto che una persona voglia emigrare clandestinamente, con la sola consegna della documentazione richiesta). Non é colpa dell’Ufficio competente, il quale non fá altro che applicare il “codice dei visti”. Ci divagheremmo troppo se cercassimo di questionare la normativa vigente e la sua applicazione. C’é da considerare anche che la Repubblica Dominicana é un paese statisticamente ad alto rischio migratorio.

Il cittadino italiano che invita un cittadino dominicano puó garantire tutto ció che riguarda la permanenza nel territorio italiano? – Il cittadino italiano invitante puó solamente garantire un alloggio e, attraverso fidejussione bancaria o polizza fidejussoria, puó anche dare una garanzia economica. Purtroppo rimane scoperta la parte piú importante, riguardante la valutazione della condizione socioeconomica e professionale, la quale si riferisce esclusivamente al cittadino dominicano che richiede il visto. 

Facendomi assistere da un avvocato o un'agenzia specializzata, l'ottenimento del visto di turismo é assicurato? - nessun professionista del settore puó assicurare il rilascio di questa tipologia di visto. Chi afferma il contrario, sta cercando di truffarvi. Agenzie e professionisti seri possono solo dare una loro opinione preventiva riguardo alla possibile concessione o rifiuto del visto ed eventualmente preparare la richiesta senza che vi siano errori di forma, i quali sono molto frequenti.



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